lunedì 5 settembre 2011

Una seconda panoramica

Mancavano all'appello le immagini dei parchi del Wyoming. Approfitto anche per aggiungere un'immagine delle Rocky Mountains.

Prismatic Pool - Yellowstone - WY



Mammoth Springs - Yellowstone - WY



Heart Lake - Yellowstone - WY



Grand Teton - WY



Spirit Lake - Rocky Mountains - CO



domenica 4 settembre 2011

Panoramica

Una volta a casa non rimane che ripassare le foto fatte in questo giro. Qui sotto alcune panoramiche.

Half Dome - Yosemite - CA



Crater Lake - OR



Crater of the Moon - ID



Colorado River and Blue Mountains - Canyonlands - UT



Mesa Arch - Canyonlands - UT



Monument Valley - AR



Never Summer Mountains and Mummy Range - Rocky Mountains - CO



giovedì 25 agosto 2011

Le ultime due notti


Le due notti passate alle porte del Parco delle Rocky Mountains sono state una interessante scoperta. Abbiamo alloggiato allo Shadowcliff Lodge uno strano incrocio di cultura della decrescita e di una comune americana anni 60 (molti degli ospiti devono avere vissuto quegli anni a giudicare dalla loro eta').

La sala comune ha un ampio camino centrale dove poter passare le serate e mangiare assieme le toffolette (ovviamente per chi ha il coraggio di provarle). Una atmosfera famigliare che non avevamo ancora trovato nel nostro girovagare.

Un'esperienza da ripetere, tenendo anche presente che possono affittare un'intera casa a gruppi.


Rocky Mountains


Anche io e Andrea siamo arrivati alla tappa conclusiva del viaggio... domani si ritorna sul serio, da Denver con direzione Londra e da li' ritorno sull'italico suolo.

Arrivati ieri con un po' di pioggia sparsa, dopo una puntata rapida ad Aspen (groooossa delusione, tolto il jet-set resta un paesone di montagna poco ospitale e con nulla di notevole, neppure come panorama) e Veil (un pezzo di sudtirolo piazzato in modo sorprendentemente congruo nell'alta valle del Colorado... molto finto ma assai piu' godibile di Aspen) dove riusciamo perfino a bere un orribile caffe' espresso (leggi: eccellente per gli standard americani...).

Stasera le Rocky Mountains ci sorridono anche se un po' umide (sta piovendo a dirotto) ma nella hike di oggi siamo stati agili e ratti (i topi, si sa, sono svelti) e abbiamo pigliato solo qualche goccia. Ci siamo infrattati in un bel vallone nella parte sud del parco e abbiamo collezionato ben 3 laghi per un totale di 16 miglia di ciabattata, ma meno di 400m di dislivello.
Domani mattina completiamo il giro del parco by car (il tempo e' finito e di piu' 'un se po' fa') e poi Denver International Airport.

Il ritorno da Occidente

A Moab questa mattina, come le altre del resto, splende il sole con 91.2 F (circa 33 gradi) alle 10.14.

A mezzogiorno Lukas, il guidatore della Moab Luxury Coach, ci portera' a Salt Lake City per il nostro ritorno a New York dalla quale un altro aereo ci portera' a Malpensa il 27 alle 14.00 circa.

Tra poco Annarita e io lasciamo la stanza e facciamo l'ultima colazione a base di pancake e muffin di questo giro: una volta tornati ci aspetta una seria dieta disintossicante!
Ci mancheranno ghiaccio e fritto ovunque.

Nessuna notizia, invece, dalla seconda parte della compagnia: ieri le previsioni nel Colorado davano pioggia, ma cosi' non dev'essere stato altrimenti Andrea e Sandro avrebbero scritto.

Ci sentiamo in Italia!!!

mercoledì 24 agosto 2011

Moab che non ti aspetti

Il cuore turistico dello Utah del sud e' Moab, porta per i parchi del deserto (Canyonlands, Dead Horse Point, Arches, ...). Citta ultraturistica, ma con un po' di garbo. E se hai tempo di girarla, un po' di posti ti sorprendono.
Questa mattina e' libera e sono stato in:

1. municipio e parco cittadino. La cura del prato sorprende....erba bellissima, corta e ultraverde malgrado i 40 gradi di agosto;

2 un internet cafe' alternativo (nel retro massaggi shatsu e yoga). Sorseggiando un frullato di banana ho sfogliato datati libri sul Gran Canyon e su un pittore famoso statunitense che ora non mi sovviene. Dipingeva stampe anche famose per il Post domenicale (Roosvelt? Boh....)

3. biblioteca (Public Library). Bel posto! E, alla statunitense, c'e' il resoconto dettagliato delle spese della biblioteca e il ritorno complessivo di essa (8$) sul totale del ritorno in servizi pubblici annui pro-capite (> 450$). Che roba strana per noi italici...Sezione scientifica solo divulgativa, ma con libri su teoria delle stringhe, supersimmetria e, le origini, QED.

4. da parte dei veterani, monumento ai caduti di Vietnam, Sud Corea e Desert Storm (e vabbe'...)

A dopo!

martedì 23 agosto 2011

Ultima cena! La compagnia si separa


Un brindisi a questa vacanza e ai prossimi cazzeggi insieme!
Abbiamo infatti fatto la nostra ultima cena insieme presso l'ottima Moab Brewery, dove hanno 6 o 7 birre di loro produzione: le abbiamo provate praticamente tutte. Ottima la Dead Horse Ale, una Pale Ale americana.

Domani infatti Andrea e Sandro vanno sulle Rocky Mountains (dalle quali ci aspettiamo succulenti post) per poi raggiungere Denver il 26 da dove voleranno diretti per il Belpaese, mentre Annarita e io ci fermiamo ancora qui a Moab, e il 25 partiamo per Salt Lake City da dove inizia il nostro rientro in Italia: tra un volo e l'altro passiamo altre 12 ore a New York, giusto il tempo per salire sulla Statua della Liberta'. Il 26 agosto alle 18.00 un aereo ci riportera' a Milano dove arriveremo alle 14 circa di sabato 27. Finisce qui la nostra vacanza.

Gran bel giro! Grazie a tutti i compagni di viaggio!


Canyonsland e Arches


Giornata piena oggi,,,
Sveglia presto e via per Canyonsland dove visitiamo dall'alto i punti panoramici di Neddles View Point e Island in the Sky.

Passiamo anche da Dead Horse Point che non e' un parco nazionale ma un parco statale, e allora si pagano 10$ a veicolo con su fino a 6 persone.

Nel pomeriggio, visita "lampo" (dalle 17.00 alle 20.30) a Arches, che pero' meritava un altro trattamento... E' un parco molto interessante, tutto da girare, diversamente da Canyonsland che, se non si ha tempo, si puo' vedere dall'alto. Peccato.

lunedì 22 agosto 2011

Tra il cammello e l'elefante


L'altopiano dello Utah si spacca all'improvviso sotto l'azione dei fiumi e degli elementi. Ogni erosione porta alla luce le rocce ed i fossili di epoche sempre piu' remote.

Seguiamo il corso del Green River verso sud e poi e del Colorado River fino a Moab. Quindi partiamo per scoprire le tracce di rocce antiche, di fondi di mari ora scomparsi.

Siamo ai piedi della Monument Valley le cui formazioni hanno i nomi delle fantasie dei viaggiatori: il cammello, l'elefante, il totem, la sentinella...

Sta sera troveremo riposo in un pub a provare le birre locali tra cui la Poligamy Beer, ...usanze locali.

sabato 20 agosto 2011

Incontri


Una delle caratteristiche di Yellowstone e' la possibilita' di fare incontri interessanti.

Cervi, bisonti, scoiattoli sono comuni. Purtroppo (o per fortuna) non abbiamo ancora fatto diretta conoscenza con l'emblema del parco, ovvero l'orso.

giovedì 18 agosto 2011

Yellowstone: giro fino a Heart Lake




Questa mattina ho accompagnato Andrea, Sandro e Adriano all'inizio del sentiero per Heart Lake, nel cuore di Yellowstone. Staranno via fino alle 19.00 e, nel mentre, Annarita e io ce la prendiamo comoda qui a West Yellowstone e, nel pomeriggio, dentro il parco. Andremo a vedere Fishing Bridge.

Il percorso inizia con un piacevole tratto nella foresta di pini. Purtroppo vaste aree sono state distrutte dall'incendio del 1988 ed ora sono popolate da un bosco di piccoli alberi sovrastati da tronchi bruciati.

La salita e' minima ed in breve raggiungiamo il bordo dell'altopiano che circonda Heart Lake, da cui nasce lo Snake River. Sulla destra il possente Mount Sheridan, nella valle geyser alimentano di acque solforose il bacino del Witch River che si getta nel lago davanti a noi. Sullo sfondo, oltre il lago, le pinete non danneggiate dall'incendio che ospitano alcuni grizzly.

Inizia una corta discesa (circa 300 metri) che porta sulla riva del lago. Sembra quasi un mare con onde e lunghe spiagge. L'invito a fare un bagno e' irresistibile e con sorpresa le acque del lago non sono cosi' fredde da impedirlo.

Dopo il bagno e il pranzo torniamo alla partenza dove Marco ed Annarita ci vengono a prendere per riportarci a West Yellowstone.

"Instrumental breeeeeeak..."

Ci prendiamo ora una pausa per descrivere luoghi, persone e situazioni che danno un po' la cifra di questa strana America, lontano dalle grandi città, che attraversiamo...

  1. Il titolo del post deriva dalla buffa situazione in cui ci siamo trovati la sera dell'otto agosto a Mariposa. Dopo cena (ma sul presto perché tutto in provincia USA chiude alle 20... anzi. Ti accorgi di essere in zone poco turistiche proprio dall'orario di chiusura: 20.30 al massimo) desideravamo ardentemente bere una birra, ma i soli luoghi aperti erano aperti perché dentro stavano facendo le pulizie aspettando clienti finissero le pinte (divertente quello che al tavolo con la fidanzata ne aveva tre intere davanti...). Sembravamo cosi' afflitti che uno di loro, appoggiandosi allo spazzolone, ci indica un posto. Splendido! Attraversiamo a piedi il paese e una volta arrivati ci domandiamo da dove si entri...Boh. Facciamo il giro sul retro e ci accorgiamo di un capannello di persone che fumano, uno in un'improbabile camicia bianca dalle vistose cuciture e il cappello da cow-boy. Vicino a loro, una porta basculante varcata la quale siamo dentro una bella balera in salsa western: locale buio, una ventina di tavoli attorno alla pista da ballo, un ampio bancone, una deejay che mette su dischi anni '80 e una ragazza che canta la canzone: il karaoke degli abitanti di Mariposa! Ci prendiamo da bere e ci godiamo l'ambiente: tutti sembrano conoscersi perché ballano insieme prima di ridirigersi al tavolo con l'amico o l'attempata amica e l'atmosfera è da festa di paese con persone di tutte le età. La deejay decide che è la volta di Shock the Monkey di Peter Gabriel, e chiama a cantare due improbabili giovanotti, ubriachi e stonati. Intanto in pista il piu' dinoccolato (e gettonato) di tutti balla graziosamente con la barista un po' in carne, e un po' fuori, vestita di un sacco della spazzatura...almeno tale ci sembrava la gonna di quel vestito. I due Peter Gabriel sono talmente fuori che, quando smette il testo e iniziano gli assoli strumentali, alla comparsa sullo schermo di "(Instrumental break)" cantano pure quello!!! "Shock the Monkey.....Instrumental breeeeeeeeeeak!....". Risate tra gli astanti, noi compresi. Finisce la canzone e, tornando a casa, anche noi intoniamo lungo la via "Instrumental breeeeeeeak!" che da allora diviene il leit-motiv del giro. Grazie gente di Mariposa!


  2. Ghiaccio ovunque. Come 25 anni fa, quando calcai per la prima volta il suolo USA, il ghiaccio nelle bevande la fa ancora (e ancor di piu') da padrone. Non puoi lasciare il bicchiere dell'acqua vuoto che subito una cascata di ghiaccio con acqua te lo riempie nuovamente! Anche grazie all'attenzione del personale che lavora [pagato solo dalle tue mance (tip)]. E che dire dell'aria condizionata "a palla"? Portavo sempre con me una felpa per coprirmi dentro i locali...

  3. I Pancakes dello "Shy's Cafè" (Shady Cove, OR). La colazione USA è uno spettacolo. Dopo che ti abitui, apprezzi: sono andato avanti a eggs (due), bacon e hashbrown per buona parte della vacanza. Il problema e' che le dosi sono davvero massicce, come quasi tutto qui. Una mattina facciamo colazione in un simpatico baretto (aperto dalle 6.30 am) il cui nome cozza davvero con lo spirito intraprendente, gioviale e un po' caciarone che troviamo. Allo Shy's cafe' anche le clienti abituali aiutano la grossa e chiaccherona padrona in un tripudio di risate, agitazione e confusione che non ci aspettiamo. Sembra di essere in una casa privata tanto e' familiare il trattamento. Ci sorprende la sequenza di Pancake sul menu': 1 Pancake, 2 Pancakes, 3 Pancakes, Full stack Pancake. Sandro opta per i due Pancake: sono enormi!!! Fa fatica a finirli, e si fa aiutare. Ci domandiamo chi possa osare a prendere un "Full stack"


  4. Andando via da Shady Cove, lungo l'infinita interstatale 20 in Oregon sulla via per Arco (ID), sono ormai parecchie ore che viaggiamo attraverso ampi spazi di bosco, di pianeggianti prati incolti o di coltivazioni di avena e patate, quando decidiamo di fermarci nell'unico luogo possibile per il pranzo: il benzinaio al crocicchio con la statale 395 presso Riley (occhio quando vedete un nome segnato su una carta di uno Stato con 10 abitanti per Km^2: si tratta di una pompa di benzina con autorimessa, drug store, bagno e poco altro...). Terribile! Solo panini mollicci riempiti di carne o hot dog da scaldare nel forno a microonde a disposizione dell'avventore, ampi freezer con ogni tipo di bevanda colorata all'intermo, sacchi da 10Kg di ghiaccio, self service di salsine, metri e metri di scaffali con le peggio patatine colorate, bastoncini di bisonte secco, e per finire l'immancabile distributore di caffe' (minimo una pinta). Terribile, e pure caro! Unica salvezza, il piccolo cestino di vimini vicino alla finestra con mele e banane (singolarmente prezzate). Perfortuna, poi, a cena ci siamo rifatti il palato a Boise...


  5. Sonoma, CA: il posto per la nostra pensione. Lasciando San Francisco facciamo tappa in Napa Valley, dove (da qualche anno ormai) producono vino. Lungo le highway e statali varie (la densità delle strade in California è maggiore che altrove, tipo Wysconsin) ci sono ampie zone coltivate a vite. Ci fermiamo vicino Sonoma a fare una degustazione e, a parte il loro autoctono Zinfadel, i vitigni impiantati qui da altrove come la Barbera, Pinot Nero e Cabernet, ci sembra, che producano frutti molto diversi dai loro simili in Oltrepo, Piemonte e Alto Adige. Sono poi vini abbastanza barriquati, cosa che personalmente non apprezzo troppo. A pranzo siamo a Sonoma: tranquilla e carina città, tutta ordinata dove anche il traffico non sembra particolarmente caotico. Siamo ancora stupiti dal fatto che i pedoni hanno la precedenza ovunque. Se ti fermi a pensare sul ciglio della strada, attento! Stai bloccando il traffico: gli automobilisti credono che stai per attraversare e si fermano. Ci piace Sonoma, tutta calma, ordinata e con il vino a poca distanza: la eleggiamo a luogo dove passare il tempo della pensione;


  6. Nei luoghi di sosta (benzinai, supermercati, etc.): 12 m di scaffale patatine!

mercoledì 17 agosto 2011

Yellowstone!



Da ieri siamo nel Parco di Yellowstone. Entriamo da West Yellostone, dove alloggiamo, e oggi facciamo l'anello nord (Mammoth, Canyon Village, etc.).

Ieri abbiamo percorso circa 7 Km attorno alla Prismatic Pool (appena a nord di Old Faithful) e abbiamo visto una famigliola di Elk (Wapiti) e un Elk adulto, con vistose corna, mentre pascolava. Eravamo sottovento e non ci ha sentito, peccato perche' non ha alzato la testa.

Incredibile il passeggiare per pianori sterminati e vedere qua e la' delle fumarole che indicano le sorgenti bollenti di acque sulfuree, come l'odore di uovo marcio indica in modo inequivocabile. Sono tipicamente polle circolari colorate da concrezioni di batteri che danno belle e curiose sfumature rosso-arancio.

I buchi con cui le sorgenti calde comunicano con la falda sottostante hanno un che' di inquietante... sembra che dal buco possa uscire in ogni momento un mostruoso tentacolo.

Dopo la cena a Old Faithful, ci siamo goduti la sua eruzione al tramonto.

A dopo!

lunedì 15 agosto 2011

Crater of the Moon


Questa mattina, dopo gli auguri di rito di buon ferragosto ai miei e ai vicini, ci dirigiamo nel parco di Crater of the Moon. In pratica, Mordor. La sua rappresentazione materiale.

2000 anni fa circa, infatti, erutto' una serie di vulcani e un grosso fiume di lava si riverso' nella pianura circostante. Quello che resta oggi e' tutta un'immensa (almeno 20 miglia per 10) colata solidificata.



Geologicamente parlando, questo e' un avvenimento di "questa mattina presto", ma sufficiente perche' la Natura iniziasse a riconquistare questa zona devastata, partendo dai primi colonizzatori, i licheni, arrivando alle conifere (poche, e stente).

Dopo un interessante giro con il Ranger locale (benche' laureato in Storia Europea e Russa e non in geologia o scienze naturali...) ci siamo addentrati per le "cave", grotte lasciate dai fiumi di lava esauriti sotto lo strato superficiale di lava solidificata.

Un rapido giro del "Devil's orchard", il giardino del Diavolo, pone fine alla ciabattata di oggi in mezzo alla cenere e al vento.

Attraversando l'Oregon


Siamo in Idaho, ma per arrivarci abbiamo attraversato tutto l'Oregon sud-orientale: un'immenso altopiano (ieri mattina c'erano 8 gradi nel punto piu' alto che era sui 1500m) dove enormi irrigatori a perno fisso danno acqua alla coltivazione e puntiformi ranch si intravedono all'orizzonte.

Lungo la strada si attraversano centri abitati, ma uno dei pochi indizi di essi e' il limite di velocita' che cala da 55 miglia all'ora a 35 (o 25, se ci sono i bambini a scuola). A volte li passavamo senza accorgerci: sono dei bar sperduti o degli incroci di diverse strade con un distributore e un "cafe".

L'unico movimento in tutto questo piattume (si fa per dire, e' molto insolito per noi italiani), le uniche tre "cose" che spezzavano questa uniforme visione erano "le tre sorelle", tre cime piuttosto alte visibili da ogni parte dell'Oregon centrale.



Microbirrifici


Lasciato il Crater Lake proseguiamo per la tappa piu' lunga del giro. Attraversiamo Oregon e Idaho per raggiungere Crater of the Moon ultima tappa prima di Yellowstone.

Per mangiare facciamo sosta a Boise la capitale dell'Idaho con ancora vivo il ricordo degli agghiaccanti tramezzini ingeriti poche ore prima in pieno deserto. Qui, con nostra felice sorpresa scopriamo che l'attenzione per i prodotti locali, come carne, pesce, verdure e birra, e' sviluppata come in california.

L'esperienza e' molto piacevole. Piu' di trenta birre alla spina e salmone locale. Forse non mangeremo piu' cosi' bene nei prossimi giorni.

Crater Lake


Attraversiamo i boschi dell'Oregon per tutta la giornata prima di arrivare in un luogo nascosto. I boschi si arrampicano sul bordo di una montagna lasciandosi alle spalle la cima aguzza del Thielsen.

All'improvviso il bosco si dirada e la montagna si scopre essere un vulcano che nasconde all'interno le acque cristalline del Crater Lake.

La giornata passa con la ascesa di uno dei picchi da cui ammiriamo le cime dell'Oregon lontane ed innevate.

sabato 13 agosto 2011

La contea di Humboldt


Lasciando la California attraversiamo i boschi della contea di Humboldt, che si affacciano direttamente sul mare. Qui le alci pascolano nei prati tra i boschi, ma e' il tramonto il momento per osservarle. Noi arriviamo al mattino e abbiamo troppo poco tempo per fermarci.

Le sequoie giganti dominano il paesaggio. Una fitta vegetazione di felci copre il sottobosco ed immensi tronchi si proiettano verso il cielo.

Queste sono le ultime immagini della California prima dei boschi dell'Oregon che ci sembreranno accogliere solo piccoli alberi, pine ed abeti come tanti fiammiferi.

venerdì 12 agosto 2011

Oceano


La costa del Pacifico si presenta grigia e colpita dal vento. Una spiaggia immensa di sabbia fine scivola lentamente nel mare. Sulla bagnasciuga gli uccelli mangiano gamberi intrappolati nella sabbia.

Percorriamo scarponi ai piedi il litorale sfiorando le acque fredde del mare mentre le sirene di emergenza per gli tsunami finiscono le consuete prove.

Lasciamo Arcata e la costa per dirigerci nei boschi al confine con l'Oregon.

Verso il nord della California


Paritiamo da Mariposa per fare tappa a Arcata passando per l'Humboldt Redwood State Park. Attraversiamo la "via dei giganti" in auto, e i giganti sono a pochi metri dal lato della strada. Sequoie di tipo "redwood" immense e dai toni rossastri alla luce del sole.

Simpatica cittadina, Arcata. Studentesca, perche' centrata attorno all'Humboldt College, ma come tutta la "provincia" USA poco incline alla vita serale: fatichiamo a trovare un posto aperto alle 21.00 per cenare. Solo l'ingresso al ristorante "Abruzzi" (chiuso) e solo l'accorata contrattazione di Andrea ci permette di raggiungere un luogo escluso alla vista dove cenano fino a ora tarda (le 22.00...) i locali. Serata piacevole, ma a base di humburger seppur con verdura cotta. Ottima la birra locale.

Domani andiamo in Oregon!

Half Dome


Una giornata di sole iniziata con il profumo di resina dei redwood, le sequoia rosse che punteggiano i boschi di Yosemite.

Di buon mattino partiamo da quota 4000 piedi per l'Half Dome seguendo il sentiero delle cascate fino al campeggio a quota 6000. Da qui per boschi sempre piu' radi raggiungiamo la anticima a quota 8400. La vista si allarga sui ghiacci della Sierra Nevada. L'ultima ascesa sul percorso attrezzato viene fatto solo da Marco fino alla cima a quota 8800, mentre noi iniziamo a scendere verso il campeggio.

La discesa si movimenta per alcune incomprensioni sul punto di ritrovo, ma ad ora tarda siamo di nuovo tutti in macchina per il ritorno al motel a Mariposa.

giovedì 11 agosto 2011

Yosemite


Dopo San Francisco siamo partiti per le montagne. Tre notti a Mariposa come base di partenza per escursioni nella valle di Yosemite: il primo giorno Half Dome, il secondo giorno Tuolomne Meadows and Tioga Pass.

I dettagli del primo giorno arriveranno a breve. Il secondo giorno scopriamo i paesaggi nordici del Parco (dove troviamo le zanzare tipiche del nord). Le cime superano i 10000 piedi e i ghiacciai coprono le pareti di granito della valle.

lunedì 8 agosto 2011

Verso Yosemite!

Lasciamo ora San Francisco, dopo che ieri sera siamo stati nel bel campus di Berkely. L'idea, oggi, e' di vedere i boschi attorno a Sausalito (dove gia' fui 25 anni fa) prima di andare a Yosemite nel pomeriggio. Dormiremo a Mariposa a circa un'ora di auto dal parco.

Qui al Golden Gate Hotel siamo stati benone! Sono molto simpatici e il gatto Pip e' la vera attrazione del bell'alberghetto in stile vittoriano trovato un po' per caso su Internet.

Alla prossima!

Jazz session


In attesa di partire per la strada un po' di musica dal vivo e di Anchor Steam.

domenica 7 agosto 2011

Ci siamo tutti!!!


E' fatta, ancora non so come ma Adriano e' qui. Ora si va in aereoporto SFO a prendere la macchina, e se la guida con cambio automatico non ci fa scherzi, stiamo a Berkley.

Oggi bella giornata a spasso per Golden Gate Park in una piuttosto fredda situazione metereologica. Ci saranno stati 17 gradi costanti dalle 8.30 am finora (4.29 pm). Ha ragione colui che ha detto "Non ho mai passato un inverno cosi' freddo come un'estate a San Francisco".
E' tutto. Alla prossima, vi lasciamo una nuova foto della grandezza SEI nel mondo! E' stata raccolta qui, grazie all'occhio di falco di Sandro mentre si era su un autobus verso i moli di S.F.

sabato 6 agosto 2011

Meno uno -i


Siamo a San Francisco, tutti quanti meno un -i disperso. Forse, domani dovrebbe essere con noi.

Oggi panino con granchi fritti e giro a zonzo per la citta'.

Poi gita in barca nella baia fino al Golden Gate (che non e' quello in foto).

Per le escursioni ancora qualche giorno.

giovedì 4 agosto 2011

Una traccia per seguirci

Una traccia per un viaggio da San Francisco a Denver attravesando i boschi della California e dell'Oregon, le pianure vulcaniche dell'Idaho, Yellowstone, e i deserti dello Utah.

San Francisco e il nord della California

Arriviamo in città direttamente dal Vecchio Continente (5 agosto) e, dopo esserci ripresi dal viaggio, facciamo una visita della città (6-7) e partiamo per Yosemite (8) dove stiamo tre giorni alloggiando nella vicina Mariposa (8-10). Lasciamo Yosemiti e partiamo per Mendocino sulla costa del Pacifico passando per la Napa Valley. Arrivo previsto dopo quattro ore di viaggio. Quindi proseguiamo per altre quattro ore verso nord seguendo la litoranea fino al parco naturale delle sequoie di Humboldt Redwoods dove possiamo passare quello che rimane della giornata. Per la notte possiamo fermarci sulla costa ad Arcata (11).

I boschi dell'Oregon

Partenza di buon mattino per arrivare al confine con l'Oregon per visitare il Redwood National Park (12). Quindi si lascia la California per i boschi dell'Oregon raggiungendo la base delle Cascades Mountains al Crater Lake National Park.
(5 ore e mezza di viaggio da Arcata) dove si alloggia. Visitiamo il parco (13) e facciamo una giornata di riposo senza cambiare alloggio.

I vulcani dell'Idaho

Giornata on the road con 12 ore e mezza d viaggio per arrivare in Idaho (14). Partenza dal Crater Lake ed arrivo ad Arco da cui il giorno successivo è possibile visitare il Crater of the Moon National Park. Visita al parco (15) con pernotto sempre ad Arco.

Yellowstone

Partenza per Yellowstone (16-18) con un viaggio di quattro ore e mezza. Qui si rimane per visitare il parco per tre giorni Partenza da Yellowstone (19) per Jackson Hole dove rimaniamo un giorno per la visita del parco del Grand Teton. Chi vuole può prendere un volo da Jackson Hole per Denver e tornare in Italia.

I deserti dello Utah

Ci dirigiamo al caldo (20). Partendo da Yellowstone ci dirigiamo a sud verso Pinedale, Eden, Green River e quindi alle pianure del Wyoming. Dopo sei ore di viaggio arriviamo a Mountain View per la notte. Il deserto dista ancora un giorno di viaggio (21). Partiamo per Moab via Manila, Vernal, Rangely passando per il Colorado. In sei ore e mezza siamo arrivati. Prima di arrivare in città è possibile visitare l'Arches National Park nelle ultime ore del pomeriggio quando le temperature dovrebbero essere più sopportabili (sempre che non arrivino temporali). Stiamo due giorni a Moab (22-23) per vedere il Canyonlands National Park e la Monument Valley.

Attraverso le Montagne Rocciose e il Colorado

Partiamo da Moab verso est (24, chi vuole può proseguire verso Salt Lake City). Dopo sette ore e mezza di viaggio siamo al Rocky Mountain National Park. Possiamo alloggiare a Estes Park. Visitiamo il parco (25) e rimaniamo un'altra notte a Estes Park. Andiamo a Denver con un viaggio di due ore (26) e partiamo per il Vecchio Continente.

Il giorno prima

Ancora poche ore prima della partenza ed incredibilmente il bagaglio entra nella borsa !

Marco ed Anna ci hanno preceduti di un paio di giorno per una visita a New York. Sandro, Adriano ed io domani convergiamo su San Francisco.